Il modello Bed & Breakfast: una Venezia da abitare
L'opinione di Marco Scurati, conduttore di B&B nella Città Antica

le immagini sono tratte dai vari siti internazionali di B&B
Cosa indaghiamo
C'è un po' di confusione su cosa sia un B&B: l'argomento è molto attuale, il fenomeno è di moda, ma il termine viene utilizzato spesso impropriamente, assimilandolo per interessi vari ad altre realtà ricettive che poco hanno in comune, affittacamere, case vacanze, alberghi che offrono solo il pernottamento, ecc. La formula B&B è molto richiesta e se ne usa il nome, a sproposito, per scopi commerciali.
Il Bed and Breakfast è una formula di accoglienza in casa e famiglia, tipica dei paesi anglosassoni che si sta diffondendo in tutto il mondo; In Inghilterra sono quasi 20.000, in Francia 30.000 mentre in Italia il TCI stima che siano circa 1.300. La formula ricettiva consiste nell'offerta di ospitalità sotto forma di letto e colazione in una casa abitata da una famiglia del luogo. Dal punto di vista "imprenditoriale" è considerata un'attività non continuativa a conduzione familiare, è prevista e regolata da leggi regionali che ne stabiliscono i requisiti, ad esempio il numero massimo di 3 camere, l'obbligo di residenza per il conduttore, ecc.
Sotto il nome inglese, riduttivo, "letto e colazione" in realtà sta tutto un modo di essere e di viaggiare: quando si va in un B&B si sa che ci sarà un contatto con una famiglia e una casa ad aspettarci con tutto il nostro immaginario di casa intesa come home: calda, accogliente, sicura, con persone care e amici che ci aspettano, e così via. Una casa e una famiglia come quella dove viviamo ma di un altro luogo e cultura con le proprie caratteristiche e tipicità. Ed è questa accoglienza informale, partecipata che si aspetta chi viaggia in B&B: un concetto di ricettività diversa dall'albergo, spesso standard, impersonale e uguale un po' dovunque. Il pubblico del B&B vuole vita vissuta e una storia autentica, uno scambio più umano, relazionale e meno commerciale o formale, come avviene con il mero scambio "soldi per una camera".
Chi viaggia in B&B non vuole tanto andare presso una società che ha organizzato una struttura ricettiva con un business per guadagnare col turismo (spesso multinazionali, catene o gruppi esteri), ma piuttosto cerca chi già vive in quel luogo, meta del viaggio, che lo conosce e lo rispetta e offre accoglienza mettendo a disposizione parte della propria casa perché ama lo scambio e l'incontro come stile di vita e considera questa attività a sua volta un modo di conoscere persone di altre culture e provenienze, un arricchimento non solo materiale ma una sorta di viaggio senza doversi spostare.
Oggi sempre più si viaggia con l'intento di conoscere luoghi ma anche culture, tradizioni e persone. Viaggiando ci si vuole mischiare con la gente del luogo e non essere nelle mandrie indistinte di turisti col bollino, e per farlo il modo migliore è alloggiare nei B&B dove prevale il fattore umano e la vita locale. Chi visita il luogo ha anche la possibilità di conoscere le sue modalità di vita dall'interno, attraverso le persone che lo ospitano che sono portatori della cultura locale, vivendola direttamente.
Il modello del B&B ha successo anche perché rientra in pieno in una tendenza socioculturale prevalente e per questo è in sintonia con le esigenze dei viaggiatori contemporanei, moderni Ulissidi o Gastronauti.
In sintesi:
- La società e l'economia mutano seguendo le nuove esigenze individuali e i nuovi valori dominanti (e viceversa).
- L'affermazione del sé avviene sempre meno attraverso il successo sociale e sempre più nella dimensione personale quasi intima e interiore; ci si identifica sempre meno con il lavoro e più con la capacità di stare bene con sè e con gli altri e di muoversi oltre i propri confini esperienziali.
- I valori dominanti sono meno lavoro/casa/macchina o altri status symbol materiali, ma essere padroni del proprio tempo per godere di esperienze polisensuali nel rispetto degli altri e dell'ambiente, avere tempo libero per viaggiare, conoscere, incontrare amici ecc.
- Cambiano anche i modelli relazionali, e l'uso più flessibile del tempo libero e del tempo di lavoro: oggi sono possibili cambiamenti di percorso in una stessa vita (es: cambiamenti di carriera del manager che fa il locandiere, il bancario che fa l'enologo) e nuovi modi di interscambio tra dovere e piacere (es: lavori come offrire ospitalità e al tempo stesso lavorare da casa e curare la famiglia; lavori che danno la possibilità di concedersi pause fuori dai soliti intervalli prestabiliti).
Dal lato dell'offerta di ospitalità, inoltre, molti possono diventare imprenditori e fare della propria casa un B&B, coltivando parzialmente attività diverse, con ritmi e nei luoghi in cui dia soddisfazione "abitare".
Dal lato della domanda di viaggi nel grafico che segue si osserva una rappresentazione dell'atteggiamento dei diversi modi di intendere il viaggio e la vacanza e del posizionamento del B&B e del suo target tipico; sugli assi cartesiani si interpretano le dimensioni dei vari modi di fare turismo e di quello che ci si porta a casa dopo il viaggio.
Quando viaggiare era un'arte:
dal "Grand Tour" al "All Inclusive"

Fonte: Marco Scurati, 07/01/2004
Il Target B&B si innesta nella tendenza prevalente oggi: approccio tipo Grand Tour e cioè lo spirito del viaggiatore, che si organizza il viaggio da solo leggendo prima di partire si va presso persone conosciute o di cui qualcuno ha parlato si viene ricevuti da "amici" ci si arricchisce culturalmente e umanamente e si lascia il luogo nello stesso modo in cui lo si è trovato, con un ricordo reciproco in più.
Dal lato opposto della mappa c'è il Turista che sceglie il pacchetto preconfezionato All inclusive in cui qualcuno ha pensato e predigerito tutto, lasciandogli solo la conferma del cliché da cartolina che vagamente aveva in testa. Contigui a questi 2 Target ci sono i 2 baricentri del turista fai da te, che invece del pacchetto di scaffale (uguale per tutti) acquista una "confezione di sartoria" (su misura), e il turista della finta avventura organizzata.
ASSET COMPETITIVO DEL MODELLO B&B
confronto con hotel su diversi fattori chiave offerti

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*Location s'intende sia la posizione della struttura nella città dove gli alberghi soprattutto quelli di lusso occupano posizioni strategiche e scenografiche, ma anche la possibilità di dare ospitalità in luoghi dove un albergo non potrebbe mai esistere, per conformazione morfologica e perché business non redditizio e dove vengono recuperate grazie a questo zone abbandonate (es. Sardegna interna, borghi Provenzali, località poco note al turismo massivo). |
B&B a Venezia
I B&B sono, per loro stessa natura, pochi e di piccolissime dimensioni: a Venezia tra unità ufficiali (registrate all'APT) e informali, siamo attorno a 90 casi, con 2 camere in media per ciascuno. Meno di 200 camere in tutto, l'equivalente di un grande albergo (cfr. Fondaco Turismo e Competitività del sistema ricettivo Venezia e la sua regione turistica
, a cura di Zanon G., Barbiani E., Aliprandi S., 2003).
Si parla però moltissimo di B&B, in città, accanto a fenomeni ben più consistenti e rilevanti, sia come dimensioni di immobili che volume d'affari, come affittacamere, locande, nuovi alberghi. Questa offerta occupa immobili di ogni tipo e non solo quei pochi casi di palazzi prestigiosi in cui, si dice, nessuno sarebbe andato a vivere. Chi ha detto che non si possa vivere in case storiche o grandi o che queste non siano divisibili in unità più piccole, come fanno gli imprenditori alberghieri per ottenere camere turistiche?
Confondendo i diversi modelli di ricettività si rischia di fare del B&B un capro espiatorio, mentre abbiamo cercato di dimostrare come non solo esso abbia valenze positive per la città e i cittadini ma possa, anzi, essere una speranza per quanto riguarda i problemi di spopolamento urbano, di impatto ambientale, di vivibilità della città e di sostenibilità stessa del suo sviluppo.
Bisogna quindi capire bene il fenomeno per poter giudicare e distinguere i casi di crescita dell'offerta ricettiva indiscriminati e dannosi, dai casi buoni: far prevalere lo spirito o il modello B&B, come lo abbiamo definito, potrebbe per paradosso contribuire a salvare Venezia.
L'offerta di B&B non disturba i cittadini, né deturpa la città perché non comporta cambi di destinazione d'uso degli immobili che anzi vanno abitati e mantenuti da un residente: spesso residenti giovani, in molti casi andati via per mancanza di una professione adeguata, possono rientrare a Venezia avendo la risorsa della casa e facendo al tempo stesso altre attività.
L'offerta di B&B ha un basso impatto ambientale, richiama turisti in piccole dosi, con movimenti individuali e non di gruppo, apprezza e rivalorizza il lato umano e culturale della città, con la tutela delle tradizioni e non con il sistematico drenaggio di denaro destinato al souvenir quale che sia. Questo tipo di esperienza in B&B andrebbe incentivato dalle amministrazioni pubbliche, perché favorisce lo scambio e l'arricchimento culturale reciproco tra cittadino e ospite, e favorisce in senso ampio lo sviluppo della città: se ci deve essere una monocultura del turismo almeno che sia secondo canoni sostenibili!
È stata invece spesso incentivata la trasformazione di Venezia da città più bella del mondo a grottesco e intricato agglomerato di "specialisti della spennatura" nei confronti dell'ospite: masse vaganti per la città, che si fanno largo tra mostri di cianfrusaglie, piazzati davanti ai più bei patrimoni dell'umanità.
L'unico modo per garantire una vivibilità di Venezia e della sua connotazione originaria era di limitare l'incontrollato afflusso di persone soprattutto in contemporanea e, quindi, non permettendo l'apertura indiscriminata di locande, affittacamere, alberghi e governando i cambi di destinazione d'uso in ogni angolo.
Ciò che va evitato, soprattutto, come dicevo all'inizio, è l'equivoco sul termine Bed&Breakfast: un modello turistico sostenibile, che può contribuire ad abitare Venezia.
Fonte
Questa sintesi è stata curata da Marco Scurati, giovane conduttore di un B&B in Città Antica, aderente alla Associazione B&B Italiana, che affianca la propria attività "ospitale" a quella di consulente in comunicazione e marketing. Le opinioni sono ovviamente quelle dell'autore e il COSES ritiene il suo contributo utile all'acceso dibattito in corso sulla ricettività veneziana, di cui si occupano alcune ricerche in svolgimento (cfr. elenco "Studi in corso" in questo sito).